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Il Giorno del Ricordo: 10 febbraio cosa si ricorda in questa data e perché non si deve dimenticare

Persecuzioni e foibe ecco perché non si deve dimenticare quello che la popolazione italiana ha vissuto.
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10 febbraio, questo è il giorno istituito dalla Repubblica italiana come Giorno del Ricordo. L’obiettivo è quello di ricordare una delle fasi più buie e truculenti della storia italiana e di non dimenticare le vittime delle foibe e dell’esodo di fiumani, dalmati e istriani dalle loro terre.

Cosa è successo

Gli eccidi delle foibe e il conseguente esodo di italiani autoctoni dalla Venezia Giulia, della Dalmazia e del Quarnaro è un fenomeno che ha origini ben più lontane rispetto all’effettiva realizzazione e messa in pratica delle uccisioni e delle persecuzioni.

La lotta che ha sempre interessato la sponda ovest e quella est per il dominio sull’Adriatico orientale ha visto poi affiancarsi la fase di affermazione degli Stati nazione e, a fasi alterne, un crescente sentimento di nazionalismo e revanscismo. Ad affiancarsi a questi sentimenti il fenomeno dell’irredentismo italiano sia in Istria che in Dalmazia, la volontà di istriani e dalmati di etnia italiana di annettere i territori da loro abitati al Regno d’Italia, si faceva sempre più forte come richiesta e desiderio.

La Grande Guerra, che vide l’Italia coinvolta al fianco della Triplice Alleanza dopo la firma dei Patti di Londra, non pose fine alla questione, ma anzi acuì la questione.

Gli eccidi e le violenze sistemiche dal 1943 e in particolar modo dopo la sconfitta tedesca del 1945 video l’esercito di Tito portare avanti l’obiettivo di occupare e annettere l’Istria e la Venezia Giulia alla Jugoslavia. Tutto ciò venne affiancato da una serie di violenze e persecuzioni verso gli italiani residenti in quelle zone. La violenza dei sostenitori di Tito si abbatté su militari fascisti ma colpì anche la popolazione civile, con la volontà di mettere in pratica un qualcosa che, non era la prima volta che in quegli anni ci si proponeva come obiettivo nel contesto europeo, ovvero una vera e propria pulizia etnica.

Campi di prigionia e foibe portarono alla morte di moltissimi italiani e moltissimi altri furono costretti ad un’emigrazione forzata dal proprio territorio d’origine.

Perché il 10 febbraio

La data è stata scelta non in modo casuale ma ricorda la firma del Trattato di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947. Un trattato che confermava l’annessione della quasi totalità della Venezia Giulia e di Zara alla Jugoslavia e prevedeva invece che Trieste fosse sotto il controllo delle Nazioni Unite, decisione poi rivista.

Film per ricordare

Trattare una tematica così delicata è difficile ma sono stati diversi registi, sceneggiatori e attori che hanno sentito la necessità di dover lasciare impresso un fatto storico che non può essere dimenticato. Una volontà che si è sempre affiancata a grande rispetto delle vittime e dei familiari ma che ha anche mostrato il lato violento e crudo di ciò che, sfortunatamente, qualcuno ha dovuto subire. Di seguito si propongono quattro titoli che permettono di comprendere ciò che sono state le foibe, quello che è stato vissuto in quel momento storico e chi ha perso la vita e chi invece è riuscito a salvarsi trasformando la propria vita:

  • Il cuore nel pozzo: miniserie del 2005 visibile su RaiPlay. Istria, 1945, il regime fascista è ormai caduto e quello fantoccio della Repubblica di Salò ha difficoltà a imporre il suo potere, i tedeschi sono ormai stremati e la fine della Seconda Guerra Mondiale si avvicina. I partigiani di Tito nel frattempo avanzano ed è proprio uno di questi il protagonista della vicenda, Novak, decide di ritrovare il figlio Carlo avuto da una donna che anni prima aveva violentato. Carlo, nascosto in un orfanotrofio, insieme ad altri bambini cerca di fare il possibile per salvarsi dai partigiani titini, un tentativo che costerà caro a molti di loro.
  • Red Land-Rosso Istria: settembre 1943, il caos la fa da padrone, Badoglio e il Re scappano da Roma lasciando l’Italia in mano a sé stessa. L’esercito non sa cosa fare e ad essere ancora più confusa è la popolazione civile in particolare modo quella istriana, giuliana, dalmata e di Fiume. I partigiani di Tito spinti da una furia anti-italiani portano avanti azioni violente. Figura centrale è quella di Norma Cossetto studentessa violentata e uccisa in modo brutale dai partigiani titini solo perché italiana.
  • Il Marciatore- La vera storia di Abdon Pacmich: dall’esilio da Fiume alle medaglie olimpiche, la storia di un uomo che nonostante aver vissuto la cattiveria e aver visto con i suoi occhi a cosa l’uomo può arrivare non si è perso e ha fatto della sua passione una serie di vittorie olimpiche e non solo. Trasformando la sua vita in una rivincita vera e propria.

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