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Stranger Things, ecco le più belle citazioni nascoste all’interno della serie tv più amata del momento

Un viaggio tra film cult e citazioni letterarie: ecco le fonti d'ispirazione del fenomeno globale Stranger Things.

Fin dal suo debutto Stranger Things non è mai stata una semplice serie televisiva ma un vero e proprio viaggio nella memoria collettiva del cinema e della cultura pop degli anni ’80. È stata capace di catalizzare l’attenzione del mondo intero. Il finale della serie tv del momento è sempre più vicino: i fan, provenienti da ogni parte del globo, sono in trepidazione in attesa dell’ultimo episodio della serie.

I fratelli Duffer hanno costruito la cittadina di Hawkins come un luogo immaginario ma profondamente familiare, dove ogni scelta narrativa, visiva e sonora dialoga con un immaginario ben preciso fatto di film cult, romanzi fantasy e horror iconici.

Alcune citazioni sono evidenti, altre più sottili, ma tutte contribuiscono a rafforzare l’identità della serie. Scopriamone alcune in attesa di scoprire cosa accade ad Hawkins nell’episodio finale.

Il gruppo di adolescenti: l’eredità de “I Goonies”

Uno dei riferimenti più evidenti e strutturali di Stranger Things è senza dubbio I Goonies. Il gruppo di amici al centro della serie, unito, imperfetto e pronto a sfidare l’ignoto, ricalca lo spirito di avventura adolescenziale tipica del cinema di Richard Donner. Lo spirito avventuroso di Mike, Dustin, Lucas e Will è dunque un chiaro riferimento al quartetto di amici di Goon Docks alla ricerca del tesoro di Willy l’Orbo.

L’idea che siano i ragazzi a guidare l’azione e a comprendere prima degli adulti cosa stia realmente accadendo è uno dei pilastri comuni alle due opere. Hawkins è a tutti gli effetti una nuova Goon Docks, dove la crescita avviene grazie al coraggio di affrontare pericoli ed avversità.

Ma Stranger Things 5 regala un altro omaggio alla pellicola del 1985. Lo fa nel primo episodio in cui vediamo Milly Bobby Brown nei panni di Eleven allenarsi sotto la guida di Hopper. Felpa grigia, bandana in testa e pantaloncini sopra il pantalone lungo della tuta. Proprio come Brand (Josh Brolin) ne I Goonies.

Il tempo come chiave narrativa secondo “Ritorno al futuro”

La tematica del tempo e le conseguenze che ne scaturiscono sono altri elementi chiave all’interno della serie, soprattutto nelle stagioni finali. Qui il riferimento a Ritorno al futuro di Robert Zemeckis è perlopiù concettuale. L’idea che alcune scelte del passato possano alterare il presente e condizionare il futuro attraversa l’intera narrazione.

Non è un caso che Stranger Things utilizza il tempo come spazio emotivo: ricordi, traumi e rimpianti sono a tutti gli effetti dei portali narrativi. Il tempo non è solo una linea ma un terreno fragile su cui ogni decisione lascia il segno.

I riferimenti al capolavoro del 1985 con Michael J. Fox compaiono a più riprese nel corso delle stagioni. La terza stagione, ad esempio, è ambientata nello stesso anno di uscita del film. Inoltre in “Capitolo 7: il morso“, Robin (Maya Hawke) e Steve (Joe Keery) si ritrovano in un cinema a vedere il film e a cercare di capirne la trama mentre sono sotto l’effetto del siero della verità iniettato dai russi.

L’orrore domestico: da “Poltergeist” a “Nightmare”

Sul versante horror, il legame con Poltergeist è evidente per via dell’uso di luci, muri e comunicazioni tra mondi diversi ma soprattutto nell’idea che il male possa insinuarsi nella quotidianità. A tutto ciò si aggiunge l’influenza di Nightmare percepibile nella fusione tra la dimensione mentale e fisica. Vecna non colpisce solo il corpo ma soprattutto la mente, sfruttando paure profonde e sensi di colpa, proprio come Freddy Kreuger.

Se nel film di Tobe Hooper, scritto e prodotto da Steven Spielberg, la piccola figlia della famiglia protagonista riusciva a comunicare con i fantasmi attraverso un televisore prima di venire rapita, in Stranger Things 5 avviene qualcosa di simile con Holly. Inoltre, tutte le volte che Vecna è nei paraggi, Will lo percepisce a livello fisico, sottolineando il loro legame.

Quel “Sono qui”, pronunciato alla fine del quarto episodio, è un’altra citazione a Poltergeist. La sequenza in cui un gruppo di personaggi della serie dei Duffer tenta di catturare un Demogorgone piazzando trappole per tutta casa, invece, è un omaggio alla scena in cui Freddy Krueger viene trascinato nel mondo reale dalla protagonista Nancy e si ritrova a fronteggiare una serie di ostacoli piazzati dalla ragazza.

L’incubo alieno: “Aliens – Scontro finale”

Aliens è senz’ombra di dubbio un altro riferimento chiave, non tanto per la presenza di creature mostruose, quanto per la rappresentazione della minaccia come organismo collettivo e invasivo. Il Sottosopra funziona come un sistema ostile, vivo e in costante espansione, simile alla colonia aliena del film di James Cameron. Anche il tema della protezione dei più giovani e della lotta contro una forza apparentemente invincibile rafforza questo parallelismo.

Stai lontano da lei, stronzo” è la celebre frase pronunciata dalla Ellen Ripley di Sigourney Weaver in Aliens – Scontro finale e indirizzata a uno dei parassiti alieni che ha preso di mira la piccola Newt. Una frase incredibilmente simile a quella pronunciata da Karen Wheeler nei confronti del Demogorgone che vuole rapire sua figlia Holly per portarla nel Sottosopra.

L’importanza delle citazioni in Stranger Things

Ciò che rende le citazioni un qualcosa di speciale è la loro integrazione organica nella storia. Ogni riferimento è funzionale al racconto e contribuisce a costruire un mondo coerente. Le citazioni non distraggono, bensì arricchiscono la narrazione, permettendo a spettatori di generazioni diverse di riconoscersi nella serie.

Infatti, parte del suo evidente successo è stato quello di saper intercettare più generazioni di pubblico, dai giovanissimi nati negli anni 2000 a chi era adolescente negli anni ’80.

Stranger Things rappresenta qualcosa che va oltre l’essere una semplice serie tv: è un’opera che guarda al passato per raccontare una storia profondamente attuale, dimostrando che le grandi avventure non sono mai pronte ad invecchiare.

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