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Se domani non torno: trama, anticipazioni e quando esce il film sulla storia di Giulia Cecchiettin

Se domani non torno: il film che racconta la storia di Giulia Cecchettin. Trama e anticipazioni della pellicola.

È in arrivo nelle sale Se domani non torno, il film sulla tragica storia di Giulia Cecchettin. Un film che racconta l’impatto che ha avuto la scomparsa della ragazza l’11 novembre 2023.

Se domani non torno: la trama

Se domani non torno è il film tratto dalla storia di Giulia Cecchettin. Una famiglia come tante, che potrebbe essere la nostra. Gino Cecchettin e i suoi figli: il più piccolo Davide al liceo, la grande Elena che è all’estero a studiare e Giulia che sta per laurearsi. Ma l’11 novembre 2023 Giulia scompare e niente è più come prima. Inizia un incubo che non credevano potesse accadere a loro.

Questa è la storia di un’assenza gigantesca e di come una famiglia come tante trova la forza di trasformare un inimmaginabile dolore privato in un grido collettivo d’impegno per il cambiamento. Perché storie come questa non debbano più essere raccontate.

Quando esce il film

Dalla regia di Paola Randi, il film Se domani non torno esce nelle sale cinematografiche d’Italia il 5 novembre 2026, portando sui maxi schermi la tragica storia di Giulia Cecchettin e di come, con la forza dei suoi cari e il desiderio di non sentire più notizie simili, la sua scomparsa ha impattato sull’intero Paese.

Il cast

La regista Paola Randi ha scelto di affidare a Sabrina Martina il ruolo di Giulia Cecchettin. Tecla Bossi e Tommaso Alione vestono i panni della sorella Elena e del fratello Davide, mentre il ruolo del padre, Gino Cecchettin, è interpretato da Filippo Timi.

I personaggi secondari sono ricoperti da Linda Caridi, Elisabetta De Palo, Rossana Mortara, Lia Grieco e Denis Fasolo. Nonostante la tragedia degli avvenimenti, la produzione decise di non inserire, all’interno del film, il personaggio dell’omicida Filippo Turetta, per poter dare maggior spazio ad altri aspetti del femminicidio.

Le anticipazioni sul film

Svelata in anteprima una sequenza del film: si vedono le due sorelle su un’altalena che, tra le risate, parlano dell’accettazione di Giulia alla Scuola Internazionale di Comics. Una scena di pura normalità, spezzata però dall’arrivo di un messaggio sul cellulare di Giulia. La ragazza si incupisce, dicendo <<Devo andare, ci eravamo messi d’accordo di sentirci dopo cena>>. Elena, protettiva nei confronti della sorella ribatte subito <<Giulia, però così non va bene, tu lo sai come la penso>>. Un breve cambio d’umore che rimanda alla dinamica opprimente della relazione con Turetta, mai nominato esplicitamente nella pellicola.

Emerge, gradualmente, il profilo di un rapporto basato sul controllo, sulla pretesa di gestire il tempo e conoscere le conversazioni con le amiche. Il film sceglie di restituire dignità e voce a una giovane donna, la cui vita è stata spezzata troppo presto, e alla sua famiglia. Questo è l’obiettivo che si è fissata Paola Randi, quando decise di girare Se domani non torno.

Giulia Cecchettin: la sua storia

L’omicidio di Giulia Cecchettin è uno dei casi di cronaca nera e femminicidio più discussi della recente storia italiana.

L’11 novembre 2023, ad appena 22 anni, Giulia Cecchettin è scomparsa dopo un incontro con l’ex fidanzato. Era una studentessa di ingegneria biomedica all’Università di Padova, istituto che le ha conferito la laurea alla memoria. Filippo Turetta, l’ex fidanzato incontrato in un centro commerciale a Marghera, non contento della loro rottura, l’ha sequestrata e uccisa nella zona industriale di Fossò, per poi fuggire. Il ritrovamento del corpo è avvenuto il 18 novembre 2023, in un dirupo nei pressi del Lago Barcis. Il giorno dopo, il 19 novembre, l’omicida è stato fermato nei pressi di Lipsia, in Germania, ed estradato in Italia per il processo.
L’autopsia ha stabilito che Turetta inflisse 75 coltellate a Giulia in diverse parti del corpo, causando una morte per shock emorragico.

Dopo un lungo processo, il 3 dicembre 2024, la Corte d’Assise di Venezia ha condannato in primo grado Filippo Turetta all’ergastolo per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dal sequestro di persona e dall’occultamento di cadavere. Nelle motivazioni della sentenza, la Corte ha però escluso l’aggravante della “crudeltà”, spiegando che l’alto numero di colpi non è stato inferto per la precisa volontà di prolungare la sofferenza della vittima, bensì è stato conseguenza dell’inesperienza e dell’inabilità dell’assassino nel provocare una morte rapida.

L’impatto sul Paese

Quello di Giulia, è stato uno dei femminicidi con il maggior impatto sull’intero Paese. La scelta della sorella Elena Cecchettin di non stare in silenzio, arrabbiata che l’amata Giulia fosse una delle tante ragazze uccise dall’ex partner, convinto di aver diritto a finire un’altra vita.

Il delitto, grazie anche l’impegno pubblico della famiglia Cecchettin, ha scosso profondamente l’opinione pubblica, accendendo il dibattito sul patriarcato e sulla violenza di genere in Italia. L’invito a fare rumore, a non arrendersi, a far sentire la propria voce. Cori e cortei si sono innalzati in memoria di Giulia e di tutte le altre vittime di femminicidio, riportando virale la poesia di Cristina Torre Càceres, al grido di <<Se domani sono io, mamma, se domani non torno, distruggi tutto. Se domani tocca a me, voglio essere l’ultima.>>

La famiglia ha fondato la Fondazione Giulia Cecchettin, per trasformare il dolore in un impegno concreto contro la violenza sulle donne.

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