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Marty Supreme: la storia vera è ancora più folle del film (e quasi nessuno la conosce)

La vera storia di Marty Supreme: tra realtà e finzione, il film di Safdie nasconde una vita incredibile davvero accaduta.

A prima vista Marty Supreme sembra un film sportivo. Racchette, tavoli, tornei, rivalità. Ma sarebbe un errore fermarsi lì. Il nuovo progetto di Josh Safdie, con un Timothée Chalamet elettrico e sfrontato, usa il tennis da tavolo solo come superficie. Sotto, c’è un racconto molto più sporco, umano e affamato: quello di un uomo che vive di talento, truffe, parole e soldi.

Ed è proprio qui che nasce la domanda chiave: quanto c’è di vero nella storia di Marty Supreme?

Marty Supreme è ispirato a una storia vera?

La risposta è sì, ma non nel modo classico. Marty Supreme è liberamente ispirato a Marty Reisman, uno dei personaggi più leggendari e controversi della storia del tennis da tavolo americano. Il film non è una biografia fedele, ma prende la sua anima da una vita reale già di per sé fuori scala.

Reisman non era solo un campione. Era un giocatore d’azzardo, un provocatore, un artista della truffa, uno che trasformava ogni partita in uno spettacolo mentale prima ancora che atletico.

Chi era davvero Marty Reisman, il vero Marty Supreme

Cresciuto a New York, povero e brillante, Reisman imparò presto che il ping pong poteva essere un modo per sopravvivere. Saltava la scuola per giocare nei parchi, poi nei seminterrati dei bar, dove le partite non valevano trofei ma contanti.

Era famoso per il suo modo di parlare senza sosta: insultava, punzecchiava, destabilizzava. Non per cattiveria, ma per strategia. Per lui il silenzio era una sconfitta. La parola era parte del gioco.

Non a caso il suo soprannome era “The Needle”, l’ago: magro, appuntito, impossibile da ignorare.

Il talento, le scommesse e la linea sottile tra genio e truffa

Molti elementi del film sono estremizzati, ma lo spirito è autentico. Reisman attirava avversari fingendo di perdere, per poi rilanciare la posta e distruggerli. A volte giocava bendato, seduto, o usando oggetti assurdi al posto della racchetta. Non era solo bravura: era teatro.

Scrisse anche un libro di memorie, The Money Player, in cui dichiarava senza vergogna che senza soldi in gioco non avrebbe mai raggiunto quel livello. Per lui il rischio era carburante.

Le grandi competizioni e la leggenda dell’“Atomic Blast”

Nel circuito ufficiale Reisman era temuto. Il suo dritto violentissimo venne soprannominato “The Atomic Blast”, un colpo talmente potente da diventare leggenda. Vinse titoli nazionali per decenni, anche in età avanzata, quando la maggior parte degli atleti era già in pensione.

Il film racconta lo scontro con il mondo asiatico e la rivoluzione delle racchette moderne. Anche qui c’è del vero: Reisman rifiutò sempre la gomma spugnosa, convinto che tradisse l’essenza del gioco. Continuò a competere con racchette rigide, vincendo ancora.

I personaggi del film: cosa è vero e cosa è inventato

Molti personaggi di Marty Supreme sono compositi o romanzati. La socialite interpretata da Gwyneth Paltrow, che finanzia Marty per amore, non risulta avere un equivalente reale preciso. Allo stesso modo, la relazione tormentata con la giovane donna sposata sembra ispirata a episodi vaghi e scandalosi della sua vita, ma non documentati in modo diretto.

Il film prende libertà narrative, ma resta fedele a un punto: Reisman viveva costantemente sul filo del disastro, tra relazioni sbagliate, debiti, fughe in avanti e ritorni improvvisi.

Harlem Globetrotters, contrabbando e spettacolo

Alcune parti sembrano incredibili, eppure sono vere. Reisman si esibì davvero con gli Harlem Globetrotters, intrattenendo il pubblico durante l’intervallo con numeri comici di ping pong. Viaggiò in tutto il mondo, spesso sfruttando i tour per contrabbandare oggetti di valore, dagli orologi ai lingotti d’oro.

La sua vita era una miscela continua di sport, spettacolo e illegalità leggera. Sempre un passo avanti. O un passo dal baratro.

Perché Marty Reisman era perfetto per un film dei Safdie

Josh Safdie non racconta mai eroi puliti. Racconta uomini ossessionati, divorati dal desiderio di vincere, di restare a galla. Marty Reisman era questo: un genio imperfetto, incapace di fermarsi, anche quando avrebbe potuto vivere tranquillo.

Non giocava per divertimento. Lo disse lui stesso. Giocava perché ne aveva bisogno.

Marty Reisman è ancora vivo?

No. Marty Reisman è morto nel 2012, a 82 anni, per complicazioni cardiache e polmonari. Ma la sua leggenda continua a vivere, ora più che mai, grazie a Marty Supreme.

E forse il punto del film è proprio questo: la realtà era già così estrema che non aveva bisogno di essere addolcita.

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