La Gradiva, il nuovo film prodotto in collaborazione tra Francia e Italia, dopo aver girato diversi festival cinematografici e aver ottenuto vari riconoscimenti, si prepara per arrivare nei cinema italiani.
Scopriamo insieme cosa c’è da sapere sul lungometraggio drammatico.
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La Gradiva: la trama
La Gradiva segna il debutto alla regia di Marine Atlan, già direttrice della fotografia. La pellicola si sviluppa come un racconto di formazione che segue una classe di liceali francesi all’ultimo anno durante un viaggio di studio tra Napoli e le rovine di Pompei. Gli studenti sono guidati dalla loro appassionata insegnante di latino. Madame Mercier tenta di connettere il mondo antico alle vite dei suoi alunni, esortandoli a scorgere il movimento e l’emozione nelle millenarie pietre vesuviane. I ragazzi si trovano tuttavia in quella delicata fase della vita sospesa tra l’imminente diploma e l’ansia per il futuro, e sono assorbiti dalle proprie emozioni e dai primi amori.
La narrazione stringe il focus sulle tensioni segrete che uniscono e dividono tre studenti in particolare. Il tormentato Toni, che vive un malessere psicologico e cerca tracce delle proprie origini italiane. Il suo migliore amico è James, un ragazzo carismatico che sembra avere il controllo di tutto. E, infine, Suzanne, una studentessa brillante e insicura che si sente esclusa dai coetanei e osserva il gruppo con distacco.
Mentre la classe cammina sotto il sole accecante di Pompei, il disagio psicologico di Toni prende il sopravvento. La narrazione vira verso un risvolto tragico che spezzerà l’illusione della giovinezza e cambierà per sempre il destino di James e dell’intero gruppo.
Quando esce
Il film ha avuto il suo debutto mondiale alla 79esima edizione del Festival del Film di Cannes, il 16 maggio 2026. Dopo l’uscita nelle sale francesi, avvenuta il 21 ottobre, La Gradiva arriverà nei cinema italiani il 12 novembre 2026.
Il cast
Il cast de La Gradiva è guidato da Antonia Buresi nel ruolo di Madame Mercier, l’appassionata insegnante di latino che accompagna la classe e unica attrice professionista del gruppo.
Intorno a lei si muove un cast di giovani esordienti, tra cui spicca il terzetto dei protagonisti principali: Colas Quignard interpreta Toni, il ragazzo tormentato e psicologicamente fragile alla ricerca delle proprie origini familiari; Mitia Capellier-Audat veste i panni del suo carismatico migliore amico James; mentre Suzanne Gerin interpreta Suzanne, la studentessa introversa e sensibile che osserva le dinamiche dei coetanei.
Il resto del gruppo scolastico è composto da attori che interpretano i compagni di classe dei protagonisti, tra cui nominiamo Hadya Fofana nel ruolo di Angela, la fidanzata di James, e Rouge Isaac nei panni di Amaury. Sono affiancati da interpreti come Lou-Ann Le Glorennec, Chamathka Warahena, Cherazade Hammedi e Gustave Tersiguel, che contribuiscono a dare vita al realistico e caotico gruppo di adolescenti.
Curiosità su La Gradiva
La principale curiosità sul film riguarda proprio il titolo: Gradiva è un termine latino che significa “colei che cammina“. All’interno della pellicola, il significato del titolo ha importanza su più livelli, vediamone alcuni.
Primo livello d’importanza: Il movimento e il cammino dell’adolescenza. Il titolo evoca l’idea del destino e del movimento. Nel film, questo concetto si riflette nel viaggio fisico e psicologico dei liceali francesi che, camminando tra le rovine di Pompei e le strade di Napoli, attraversano l’instabile passaggio verso l’età adulta.
Secondo livello di rilevanza: La guida letteraria all’interno della trama. I ragazzi sono guidati nel loro viaggio in Italia dalla loro insegnante di latino, Madame Mercier. È lei a spingerli a guardare oltre la staticità dell’arte antica per <<lasciare vivere le emozioni, i corpi e i movimenti>>, collegando la lingua e la cultura classica al loro vissuto presente.
Terzo punto d’importanza: Il contrasto tra staticità e vita. Il termine originale nasce da un bassorilievo di pietra che rappresenta l’azione dinamica della camminata. Il film gioca costantemente su questo dualismo: la staticità delle rovine di Pompei si scontra con la vitalità dei giovani adolescenti.
Ultimo livello d’analisi: Lo “scavo” nel subconscio. La gita scolastica nel film si trasforma in uno scavo interiore. Il camminare tra le rovine archeologiche fa riemergere nei ragazzi tensioni, desideri e pulsioni profonde che scuotono gli equilibri del gruppo.
Il titolo, dunque, non è quindi solo una citazione colta, ma è la chiave di lettura dell’intera opera. Un invito a guardare al movimento della vita che scorre e si trasforma, anche dove tutto sembra cristallizzato e fermo nel tempo.






