Il panorama dello streaming in Italia è pronto a cambiare volto. Dopo anni di attesa e indiscrezioni, HBO Max è ufficialmente pronta al debutto nel nostro Paese, segnando un passaggio storico per il mercato dell’intrattenimento on demand. Un arrivo che non si limita ad aggiungere una piattaforma in più, ma che modifica radicalmente i rapporti di forza tra i principali operatori, a partire da Sky e NOW.
L’ingresso diretto di HBO Max rappresenta infatti la fine di un’era: quella in cui i contenuti HBO erano legati a doppio filo alla pay tv italiana grazie ad accordi di distribuzione esclusiva. Dal 2026, si prospetta uno scenario completamente diverso, scopriamolo insieme.
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La fine dell’accordo tra HBO e Sky
Per oltre un decennio, Sky Italia e NOW sono stati il punto di riferimento per le serie HBO, ospitando titoli che hanno segnato la storia della televisione contemporanea. Produzioni come Game of Thrones, The Last of Us, Euphoria o House of the Dragon hanno contribuito in modo decisivo all’identità editoriale delle due piattaforme.
Questo equilibrio, però, si è incrinato con la scadenza dell’accordo di licensing tra Sky e Warner Bros. Discovery, concluso definitivamente il 31 dicembre 2025. Da quel momento, HBO ha ripreso il pieno controllo del proprio catalogo, scegliendo di concentrarlo su una piattaforma proprietaria anche in Italia.
Uno degli aspetti più delicati riguarda le serie HBO già avviate. Per alcuni titoli è previsto un periodo di co-esistenza temporanea, con le nuove stagioni che potrebbero arrivare ancora su Sky, mentre le precedenti migreranno progressivamente su HBO Max.
Questo significa che gli spettatori potrebbero trovarsi di fronte a una frammentazione dell’esperienza di visione, costretti a spostarsi tra più piattaforme per seguire la stessa serie. Una dinamica già nota nel mondo dello streaming, ma destinata a diventare ancora più evidente.
Per le serie HBO concluse, la direzione sembra ormai tracciata: l’intero archivio è destinato a confluire su HBO Max. Titoli iconici come The Sopranos, The Wire o Six Feet Under diventeranno parte integrante del catalogo della nuova piattaforma, rafforzandone il valore per gli appassionati.
HBO Max: una strategia globale che arriva anche in Italia
La decisione di lanciare HBO Max nel nostro Paese rientra in una strategia internazionale più ampia, già adottata in Stati Uniti, Europa e America Latina. L’obiettivo è chiaro: rafforzare il brand HBO come polo centrale dell’offerta premium, riducendo la dipendenza da intermediari locali.
In Italia, HBO Max arriverà come piattaforma autonoma, con un catalogo che include: serie originali HBO, produzioni Warner Bros, film di grandi franchise, documentari e contenuti esclusivi. Si tratta senza ombra di dubbio di un’offerta pensata per competere direttamente con Netflix, Prime Video e Disney+.
Sky e NOW, di conseguenza, perderanno uno degli asset più riconoscibili della loro offerta, pur mantenendo produzioni originali e contenuti esclusivi di altro tipo.
Impatto importante anche sul cinema e sugli eventi sportivi
Il cambiamento non riguarda solo le serie tv. Con l’arrivo di HBO Max, anche il comparto cinematografico subisce una trasformazione, soprattutto per quanto riguarda i film Warner Bros., che potrebbero approdare in anteprima sulla piattaforma streaming prima di arrivare altrove.
Parallelamente, la riorganizzazione degli asset di Warner Bros. Discovery coinvolge anche i canali sportivi, con una ridefinizione della presenza di eventi come tornei di tennis e altri appuntamenti internazionali, che potrebbero dunque uscire dal bouquet Sky.
HBO Max rende nuovamente disponibili i canali Eurosport, con eventi come Australian Open e Roland Garros. La pay tv continua a offrire contenuti sportivi rilevanti come la Champions League e la Formula 1 ma deve rinunciare ad appuntamenti di grande visibilità globale.
In questo scenario, Sky e Now potranno ancora contare su produzioni originali e un catalogo competitivo, ma dovranno fare i conti con una concorrenza più agguerrita.
Uno streaming sempre più competitivo
L’arrivo di HBO Max in Italia è l’ennesima conferma di un mercato in continua evoluzione, dove le piattaforme non si limitano più a distribuire contenuti, ma costruiscono ecosistemi chiusi. Per gli utenti, questo significa più scelta, ma anche la necessità di orientarsi tra abbonamenti diversi e cataloghi sempre più segmentati.
Il 2026 si annuncia dunque come un anno spartiacque per lo streaming italiano, con nuovi equilibri, nuove abitudini e una concorrenza più accesa che mai.









