Nato a Fiume nel 1933, ha vissuto in prima persona il dramma dell’esodo giuliano-dalmata, costretto a rifugiarsi in un campo profughi di Novara insieme alla famiglia nel 1947, mosse i suoi primi passi nella carriera sportiva a Genova.
Abdon Pamich: chi è
Abdon Pamich nato a Fiume il 3 ottobre 1933 ha vissuto in prima persona il dramma delle foibe, testimone dell’esodo giuliano-dalmata. Scappato da Fiume nel 1947 si rifugiò insieme alla famiglia nel campo profughi di Novara. Conobbe lo sport una volta approdato a Genova, dove seguendo le orme del fratello maggiore Giovanni, si iscrisse alla prestigiosa AAA fondata da Tulio Pavolini.
Sposatosi a soli 24 anni, dedicherà quasi tutta la sua vita a gareggiare. La sua esperienza nella Nazionale italiana tra il 1954 e il 1973 lo ha reso uno degli atleti italiani più medagliati nella specialità dei 50 km di marcia ai Giochi Olimpici.
Ai Giochi Olimpici di Roma del 1960 vinse la medaglia di bronzo, mentre quattro anni dopo ai Giochi Olimpici di Tokyo 1964 riuscì ad ottenere l’oro. Con cinque partecipazioni totali ai Giochi Olimpici, Pamich, ha però fatto il suo esordio internazionale nel 1954 agli Europei di Berna dove ottenne il settimo posto nella 50 chilometri.
Una lunga attività durante la quale ha conquistato 40 maglie tricolori suddiviso tra 10 chilometri su pista, 20 e 50 chilometri su strada. Ad oggi nessun atleta italiano è ancora riuscito ad eguagliarlo.
Portabandiera del tricolore italiano durante la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Monaco di Baviera nel 1972
A oltre 90 anni rimane una figura di grande importanza per lo sport italiano e non solo, tanto che il 26 gennaio 2026 Pamich è stato uno dei tedofori dei Giochi Olimpici Milano Cortina 2026 passando la fiaccola olimpica a Dario Zaccariotto, a sua volta figlio di esuli istriani.
Una storia fatta di rivincita, di dolore ed emarginazione che hanno rappresentato il motore del riscatto sociale di un uomo che ha rappresentato l’Italia nel mondo intero.







