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One Life: il film della storia vera di Nicholas Winton l’uomo che salvò 669 bambini dal Terzo Reich

Praga, 1938, un giovane broker britannico si rende conto che deve fare qualcosa. 8 treni e 669 bambini, un'operazione che celebra la vita.

La notte tra il 9 e il 10 novembre 1938, la notte dei cristalli, il primo vero porgrom su larga scala del Terzo Reich contro la popolazione ebraica che ha acceso l’opinione pubblica in torno a un fenomeno che negli anni successivi avrebbe portato all’operazione finale. Quando i Capi di Stato sapevano ma rimanevano indifferenti, c’è chi non si è girato dall’altra parte.

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One Life: la trama

Kindertransoport così è stata soprannominata l’operazione che tra dicembre del 1938 e maggio del 1940 ha portato 10 000 minori, soprattutto ebrei, verso il Regno Unito dalla Germania e dai territori occupati dal Terzo Reich. Una storia vera celebrata e raccontata nella pellicola del 2023 diretta da James Hawes e con la magistrale James Hawes di Anthony Hopkins.

1938, il sapore acre e macabro della Seconda Guerra Mondiale si fa sentire sempre più forte. Il giovane agente di borsa Nicholas Winton a soli 29 anni capisce il pericoloso risvolto che di lì a poco si sarebbe trasformato in realtà. Il giovane Nicholas Winton, britannico di soli 29 anni, in visita a Praga si rende conto della possibile svolta, il timore di un’invasione da parte di Hitler, la dimostrazione della violenza di cui il Terzo Reich era capace, anche dopo la notte dei cristalli e la situazione che vede davanti ai suoi occhi lo portano ad una grande consapevolezza: “se posso fare qualcosa allora devo farlo“. Il viaggio a Praga, in seguito alla richiesta di aiuto per la coordinazione delle operazioni del Comitato Britannico per i rifugiati della Cecoslovacchia da parte di Martin Blake, gli mostra davanti ai suoi occhi una condizione di miseria e povertà in cui la popolazione, già prima dell’invasione del Reich, era costretta a vivere.

La volontà e necessità di aiutare i minori ridotti in condizioni inumane spinge Nicholas Winton a organizzare un’operazione, “Operazione Kindertransport”, alla quale prenderanno parte anche altre figure che sosterranno l’idea, quasi folle ma di estrema umanità, organizzata dal giovane britannico. Grazie all’aiuto di Doreen Warriner, e della madre Babette, interpretata da Helena Bonham Carter, Winton riuscì a far partire otto treni e salvare la vita di 669 bambini che riuscirono a raggiungere il suolo britannico.

A interrompere l’operazione, nel film, è stata l’invasione del Terzo Reich della Polonia il 1 settembre del 1939.

L’impegno di Nicholas Winton è stato riconosciuto solo negli anni ’80 quando, così come si vede nel film, ha avuto la possibilità di incontrare i bambini salvati quarant’anni prima all’interno di una trasmissione della BBC intitolata That’s life.

Un racconto lucido ed emozionante rappresentativo di un’operazione che ha strappato a morte certa centinaia di bambini di religione ebraica, una scelta coraggiosa, avventata e pericolosa che ha però messo al centro la comprensione della disumanità che, nel 1938, era solo alle origini del male portato avanti dal Terzo Reich che avrebbe inflitto l’intera Europa tra indifferenza e sostegno di chi sapeva e ha deciso consapevolmente di non fare nulla.

Nicholas Winton ha messo al centro non sé stesso o la paura di temibili ripercussioni ma ha dato la priorità alla necessità di salvare quante più vote possibili pur con la consapevolezza di non poter salvare tutti quanti.

Cast

Un cast magistrale che è stato in grado di portare sullo schermo la disperazione, la distruzione non solo fisica ma anche emotiva di una condizione di vita imposta dall’alto. Un racconto emozionante e di grande impatto reso possibile dalle interpretazioni di Johnny Flyn e Anthony Hopkins, rispettivamente nei panni del giovane e dell’adulto Nicholas Winton, Helena Bonham Carter ha dato vita alla madre di Winton. Lena Olin nei panni di Grete Winton mentre Romola Garai ha interpretato Doreen Warriner.

Una storia vera raccontata con estrema delicatezza e rispetto ma con una grande capacità di mostrare i terribili risvolti di un potere totalitario e repressivo in cui violenza e razzismo hanno fatto da padrone.

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