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Uno sbirro in Appennino: tutte le location della serie tv con Claudio Bisio

Dove è stato girato Uno sbirro in Appennino: tra borghi, laghi e montagne dell’Appennino bolognese con Claudio Bisio.

La serie televisiva “Uno sbirro in Appennino”, creata da Fabio Bonifacci e diretta da Renato De Maria, vede protagonista Claudio Bisio nei panni di Vasco Benassi, un commissario di polizia trasferito, per decisione del questore, a Muntagò, il suo paese d’origine nell’Appennino bolognese. Il trasferimento viene inizialmente vissuto come una punizione, ma Benassi dovrà confrontarsi con vecchi amici, familiari e ricordi dolorosi, mentre cerca di risolvere nuovi casi sul territorio.

L’ambientazione montana non è solo uno sfondo: l’Appennino diventa un vero e proprio protagonista della serie. Tra boschi, montagne, laghi e fiumi, la serie combina elementi polizieschi con atmosfere comiche, drammi e misteri, offrendo un ritratto suggestivo della vita nei borghi dell’Appennino.

Muntagò: il borgo inventato che rappresenta l’Appennino bolognese

Il paese di Muntagò, pur essendo frutto della fantasia degli autori, è ispirato a realtà precise dell’Appennino bolognese. Il nome deriva dal termine dialettale di Monteacuto Ragazza, una frazione di Grizzana Morandi, e racchiude caratteristiche tipiche della zona: bellezze naturali, tradizioni locali, un senso di comunità e lo spopolamento dei piccoli borghi.

Nella serie, Muntagò diventa simbolo di un territorio variegato e affascinante, dove ogni angolo racconta storie antiche e moderne. È in questi borghi che la sceneggiatura intreccia il genere poliziesco con momenti comici e riflessioni sul ritorno alle origini.

Le principali location dell’Appennino bolognese

Le riprese hanno avuto come base Castiglione dei Pepoli, ma hanno toccato numerosi borghi e luoghi suggestivi dell’Appennino. Tra le location principali troviamo:

  • Montorio e Castel di Casio, piccoli borghi montani che mantengono intatta l’atmosfera di tempi passati;
  • Laghi di Suviana e Brasimone, scenari naturali perfetti per le scene più evocative;
  • Borgo La Scola a Grizzana Morandi, che mostra la tipica architettura dell’Appennino;
  • Bologna e Roma, utilizzate per alcune scene urbane e di raccordo narrativo.

Piazza Marconi e il Palazzo Pepoli a Castiglione dei Pepoli

Tra le location più iconiche c’è piazza Marconi a Castiglione dei Pepoli. Qui si trova il Palazzo Pepoli, risalente al Quattrocento, che nella serie rappresenta gli esterni del commissariato di polizia di Vasco Benassi.

Le scene girate in paese sfruttano anche vicoli caratteristici e la chiesa Vecchia, situata a poche centinaia di metri dalla piazza, creando un’atmosfera autentica e suggestiva, perfetta per le scene più intime e drammatiche.

La diga delle Scalere e il lago di Brasimone

Un momento chiave della serie è il primo incontro dopo molti anni tra Vasco Benassi e la neo-sindaca di Bologna, sua vecchia fiamma interpretata da Valentina Lodovini. Questa scena è stata girata presso la diga delle Scalere, nel comune di Camugnano (BO), che all’inizio del XX secolo ha creato il lago artificiale del Brasimone dal torrente omonimo.

Il paesaggio circostante, con le acque del lago e le colline dell’Appennino, diventa un elemento narrativo importante, sottolineando i temi del ritorno e della memoria.

Le scene girate a Bologna

Anche la città di Bologna ha avuto un ruolo nella serie. In particolare, la piazza Tribunali, con il Palazzo di Giustizia o Palazzo Baciocchi, è stata scelta come location per alcune scene centrali legate alla carriera di Benassi. Questi scorci urbani contrastano con i paesaggi montani, offrendo varietà visiva e rafforzando il legame tra città e provincia.

Produzione e supporto della Regione Emilia-Romagna

“Uno sbirro in Appennino” è prodotta da Picomedia, in collaborazione con Rai Fiction. La realizzazione della serie è stata supportata dal Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo, e ha ricevuto il contributo della Regione Emilia-Romagna. Questo sostegno ha permesso di valorizzare le bellezze naturali e culturali dell’Appennino bolognese, rendendo la serie un vero omaggio al territorio.

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