Dino Zoff – Volevo solo fare bene il mio lavoro è una docufiction che, attraverso testimonianze e immagini di archivio, ripercorre la carriera di Dino Zoff, uno dei portieri che ha fatto la storia del calcio italiano.
“Ci sono figure che sembrano appartenere a un tempo diverso, più lento, più silenzioso. Dino Zoff è una di quelle” sono le parole di Giovanni Filippetto, regista della docufiction.
Scopriamo cosa aspettarci da Dino Zoff – Volevo solo fare bene il mio lavoro, realizzato in collaborazione con Rai fiction.
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Trama della docufiction su Dino Zoff
La docufiction non si limita a descrivere le vittorie sportive dell’ex calciatore italiano, ma pone al centro della narrazione il suo lato più umano, per descrivere una vita in cui amore per lo sport, passione e lealtà si intrecciano continuamente.
Il film ripercorre le tappe fondamentali della vita di Zoff: dall’infanzia in Friuli, agli esordi nel calcio professionistico, fino alle vittorie con la Nazionale Italiana nei Mondiali del 1982.
Dino Zoff – Volevo solo fare bene il mio lavoro parla anche dei momenti difficili agli inizi della carriera, come quando all’età di 13 anni venne rifiutato da una squadra giovanile perché troppo esile e basso per il ruolo di portiere. Al fine di creare un racconto più immersivo per noi telespettatori, questa storia viene rappresentata sullo schermo dagli attori Marco Bocci e il giovane Javier Leoni.
Tra le testimonianze del docufilm, Michel Platini, Josè Altafini, Bruno Conti, Fabio Capello, Marco Tardelli, Maurizio de Giovanni, Alessandro Del Piero, Giancarlo Dotto, Neri Marcorè e Sandro Veronesi.
Chi è Dino Zoff
Dino Zoff nasce il 28 febbraio del 1942 a Mariano del Friuli e inizia il suo percorso nel calcio negli anni Sessanta, ma la svolta nella sua carriera avviene quando entra nella Juventus, squadra in cui giocherà per 11 anni. Con la Nazionale Italiana, Zoff ha preso parte a due campionati d’Europa e a quattro campionati del mondo. La vittoria al mondiale del 1982, conseguita all’età di quarant’anni e in qualità di capitano della squadra, l’ha reso il vincitore più anziano nella storia della competizione. Dopo aver terminato la sua carriera da portiere, Zoff ha lavorato come allenatore e dirigente, portando la Nazionale italiana alla finale degli Europei del 2000.
La docufiction tratteggia un ritratto sfaccettato di una leggenda italiana e di un uomo che ha sempre svolto la sua professione con grande dedizione, lasciando un segno indelebile nella storia del calcio italiano e mondiale.





