Cerca

La controversia dietro Baby Reindeer: Fiona Harvey denuncia Netflix per 170 milioni di dollari

Fiona Harvey ha citato Netflix accusando la serie Baby Reindeer di diffamazione e gravi danni emotivi.

Fiona Harvey, la donna che sostiene di essere stata l’ispirazione per il personaggio di Martha nella serie Baby Reindeer, ha ufficialmente citato in giudizio Netflix. La causa da 170 milioni di dollari, presentata da Harvey, accusa il gigante dello streaming di diffamazione, inflizione intenzionale di disagio emotivo, grave negligenza e violazione del diritto di pubblicità. Harvey nega di essere la stalker ossessionata ritratta nella serie e dichiara che le brutalità raccontate su di lei sono false e dannose.

Le accuse di Harvey

Richard Gadd, creatore e scrittore di Baby Reindeer, non è tra gli imputati nella causa. Harvey sostiene che Netflix non abbia adeguatamente protetto la sua identità dopo il successo della serie. Un elemento chiave della causa riguarda una frase ripetuta da Martha, “Hang my curtains”, simile a un tweet di Harvey del 2014, “My curtains need hung badly”. Questo dettaglio ha permesso ai fan di identificare Harvey come la vera Martha, causando un’ondata di odio online e minacce di morte.

Dopo la première della serie, nonostante Gadd avesse chiesto ai fan di non cercare l’ispirazione dietro Martha, gli spettatori hanno rapidamente identificato Harvey. Forum su Reddit e TikTok hanno visto migliaia di utenti discutere e confermare l’identità di Harvey. La pressione mediatica e l’odio online hanno avuto gravi conseguenze emotive su Harvey, portandola a soffrire di ansia, depressione e altri disturbi psicologici.

I dettagli della causa

La causa di 34 pagine analizza i vari modi in cui Gadd, tramite il personaggio di Martha, avrebbe diffamato Harvey. Tra le accuse, vi è il suggerimento che Harvey abbia aggredito sessualmente Gadd e che abbia scontato una pena in prigione per stalking, accuse che Harvey nega categoricamente. I documenti depositati includono dichiarazioni di dirigenti Netflix che descrivono Baby Reindeer come una “storia vera”, un’affermazione che Harvey contesta fermamente.

Harvey ha richiesto 170 milioni di dollari di risarcimento, basando la cifra sul numero stimato di spettatori che hanno visto Baby Reindeer. La sua causa cerca non solo un risarcimento per i danni subiti, ma anche una rettifica delle informazioni diffuse sulla sua persona.

La difesa di Netflix

In risposta alle accuse, un portavoce di Netflix ha dichiarato a Rolling Stone: “Intendiamo difendere la questione con forza e sostenere il diritto di Richard Gadd a raccontare la sua storia”. Tuttavia, Harvey insiste sul fatto che la rappresentazione di lei nella serie è una falsità che ha causato danni irreparabili alla sua reputazione e benessere.

La causa sottolinea il profondo impatto emotivo subito da Harvey. Dopo essere stata identificata come ‘Martha’, Harvey ha vissuto un periodo di estremo isolamento e paura. Il disagio emotivo è manifestato attraverso sintomi come attacchi di panico, incubi, ansia e depressione. La sua vita quotidiana è stata drasticamente alterata, con Harvey che evita di uscire di casa e di leggere le notizie per paura delle reazioni del pubblico.

Il caso di Fiona Harvey contro Netflix solleva importanti questioni sulla responsabilità dei media nel proteggere l’identità delle persone reali rappresentate nelle opere di finzione. La decisione finale potrebbe avere implicazioni significative per il modo in cui le storie basate su eventi reali sono trattate e presentate al pubblico.

Leggi anche