Disponibile su Netflix dal 21 aprile, Unchosen è una serie che non passa inosservata. Il finale lascia lo spettatore pieno di domande, invitandolo a riflettere sul funzionamento del potere e della fede. Scopriamo la trama e il finale della nuova serie di Julie Gearey.
Indice dei contenuti
Unchosen: di che cosa parla
Unchosen è un thriller psicologico ambientato nella campagna inglese. Qui vive una setta cristiana chiamata Fellowship (“La Confraternita del divino”), una comunità isolata dove i contatti con l’esterno sono vietati, l’uso della tecnologia è proibito e le donne devono rimanere sottomesse agli uomini. La storia segue Rosie (Molly Windsor), che vive con il marito Adam (Asa Butterfield) e la figlia Grace. La vita della comunità viene stravolta quando in un giorno di pioggia, Grace scompare e un estraneo, Sam (Fra Fee), la salva da un annegamento.
Dopo l’incontro con questo uomo misterioso, la vita di Rosie non sarà più la stessa: la donna ne rimane affascinata e sente la necessità di ribellarsi alle rigide regole che fino a quel momento ha rispettato pedissequamente. Più avanti scopre però che Sam non è chi pensava: è in realtà un detenuto in fuga condannato per un crimine mostruoso.
Rosie si trova così incapace di scegliere. Non capisce se è peggio fidarsi di un evaso con il quale ha però una forte intesa oppure se è ancor più grave accettare l’opprimente vita della comunità.
Unchosen: spiegazione del finale
Nelle scene finale, Sam incontra Rosie mentre sta cercando di scappare dalla Fellowship, e nonostante tema che possano denunciarlo, le lascia andare. Rosie troverà poi rifugio a casa del figlio del leader della setta Phillips, che era stato allontanato dalla setta e rinnegato dalla famiglia.
Sam, invece, trova nella comunità un luogo ideale per non essere trovato dalla polizia e soprattutto capisce che può lentamente impadronirsene. La scena finale è emblematica: Sam a distanza di un anno è diventato leader della setta. Grazie alle sue doti manipolatorie, quello che era un totale estraneo è riuscito a sottomettere psicologicamente le persone della Fellowship diventando il loro capo.
Il significato che il finale della serie porta con sé è molto potente. Capiamo che manipolare le fragilità altrui ed imporsi psicologicamente è una forma di potere estremamente efficace, proprio perché sottile e a tratti impercettibile. E l’operato di Sam ne è una testimonianza evidente.
Unchosen insegna che il male non scompare mai del tutto, ma in questo caso cambia forma diventando qualcosa di diverso.






