Come ogni anno marzo porta con sé la primavera e la festa del papà. Il 19 marzo sembra essere un’occasione perfetta per sedersi di fronte allo schermo e godersi alcune delle più grandi interpretazioni del cinema nella rappresentazione di un ruolo, quello del padre, che non sempre risulta essere un vestito facile da indossare. Tra chi tratta il rapporto padre-figlio in modo leggero e gioco a chi invece lo scava nelle sue sfaccettature più profonde e difficili.
Festa del papà: quali film vedere
- Mrs Doubtfire – Mammo per sempre: una commedia drammatica del 1993 diretta da Chris Columbus. Un film che riesce in modo dolce ad elogiare i padri imperfetti, quelli sgangherati ma che sanno amare alla follia i propri figli. Daniel Hillard, un doppiatore in grado di realizzare una grandissima vastità di voci deve far fronte al licenziamento ma soprattutto al divorzio. La scelta del tribunale di affidare i figli alla moglie strazia l’animo di Daniel che tenterà nel modo più goffo e stravagante di rimanere accanto ai figli. Fintosi una governante e tata, Daniel, risponderà all’annuncio pubblicato sul giornale dall’ex moglie impersonificando la perfetta Mrs. Doubtfire. Daniel farà quindi di tutto per poter trascorrere del tempo con i suoi figli spesso dovendosi giostrare tra situazioni esilaranti. Un film che, anche grazie alla meravigliosa interpretazione di Robbin Williams, è in grado di dimostrare quanto l’amore di un padre possa andare oltre qualsiasi ostacolo esterno.
- Nel nome del padre: film del 1993 diretto da Jim Sheridan. Una storia di amore incondizionato di un padre verso un figlio, un rapporto nato sulle differenze, sugli scontri e che ha come sfondo Irlanda e Inghilterra messe a soqquadro da una serie di attentati terroristici. Un film che nasce da una storia vera, da una storia di detenzione di un giovane nord irlandese accusato, ingiustamente, di essere responsabile di un attentato. Oltre al giovane, in carcere, finirà anche il padre. Due uomini profondamente diversi ma che riusciranno a ricucire il loro rapporto e a sostenersi durante la vita sempre più dura in carcere. Un riavvicinamento che riuscirà a legare i due anche dopo la morte del padre e che permetterà al figlio di continuare a sostenere i suoi ideali anche e soprattutto nel nome del padre.
- La ricerca della felicità: un film del 2006 che vede sullo schermo padre e figlio anche nella vita reale. Il film, infatti, diretto da Gabriele Muccino vede nei panni dei protagonisti Will Smith e il figlio Jaden Smith. Ispirato alla storia di Chris Gardner, divenuto imprenditore miliardario ma che visse momenti di estrema povertà con un figlio a carico e privo qualsiasi cosa, persino di un tetto sopra la testa. 1981, San Francisco Chris cerca la fortuna grazie alle sue doti da venditore. La difficoltà di sbarcare il lunario si affianca a tragici momenti dall’abbandono della moglie alla perdita della casa. Chris però non è solo e sa che piangersi addosso non porterebbe a nulla, né a lui ma ancora meno al piccolo figlio al quale deve badare. Dormendo nei ricoveri per senza tetto o nei bagni della metropolitana, Chris continua a tenere alta la testa e riuscirà, per sé ma soprattutto per il piccolo figlio, a vedere la luce in fondo al tunnel.
- Big Fish – Le storie di una vita incredibile: film nato dal genio incredibile di Tim Burton poco prima che l’uomo diventasse padre e poco dopo la perdita del suo di padre. Un film drammatico fantasy in perfetto stile Tim Burton che riesce a riflettere sulla figura paterna. Un rapporto tra padre e figlio segnato dalla malattia ma anche dalla voglia di conoscersi. Edward Bloom è un vecchio commesso ormai perso dentro le storie fantastiche che continua a raccontare. Un uomo che per il figlio Will altro non è che una figura patetica e lontana incapace di fare i conti con la realtà. La malattia porterà, però, Will a tornare dal padre e a cercare di capire chi ha di fronte per l’ultima volta anche grazie alle sue fantasiose storie.
- Pinocchio: il grande classico di Collodi è stato trasposto sullo schermo grazie alla regia di Matteo Garrone. Il desiderio di diventare padre viene elaborato in modo dolce e sincero all’interno del film. Il desiderio di Geppetto lo porta a chiamare figlio una marionetta. L’amore incondizionato di un padre verso un figlio che riesce a superare le leggi di qualsiasi logica e natura.







