L’esibizione di quasi un quarto d’ora da parte del cantante Portoricano classe 94 ha portato con sé diverse polemiche, elogi e interrogativi. Indossava davvero un giubbotto antiproiettile o era semplicemente una riproduzione delle divise di football americano? Sicuramente l’esibizione di Benito Antonio Martínez Ocasio è destinata a rimanere nella storia del Super Bowl non solo perché interamente in spagnolo ma anche per le scelte degli abiti.
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L’esibizione di Bad Bunny
Il 2026 è l’anno in cui Bad Bunny ha deciso di fare la storia, della musica e non solo. Dopo essersi presentato ai Grammy Award con il primo look di haute couture maschile su misura realizzato dal direttore creativo della maison Schiaparelli, Daniel Roseberry, Bad Bunny ha deciso di optare per un outfit Zara durante la sua esibizione all’Half time del Super Bowl. Un look e una scelta per nulla casuale o priva di impatto alla narrazione proposta dal cantante portoricano su uno dei palchi più importanti al mondo. Una decisione che deriva dalla volontà di portare accessibilità e rappresentazione di tutti quanti durante un’esibizione di portata estremamente importante quasi a sottolineare che la moda può essere per tutti e non una sorta di Iperuranio raggiungibile solo da una élite ristretta e ricca. La giacca doppiopetto indossata per l’inizio dell’esibizione dalle spalle ampie ha lasciato poi il passo ad una camicia e una T-shirt cropped che richiama le magliette di football americano e a pantaloni della simil tuta. Il tutto completato da calzettoni e guanti e sneaker Adidas per richiamare la prima collaborazione con il brand sportivo. Tutto rigorosamente bianco.
Il look monocromatico del cantante si è affiancato ad una scenografia estremamente ricca che ha accompagnato l’intera esibizione in spagnolo, cosa già annunciata da Bad Bunny, durata circa 15 minuti e che ha rappresentato un momento di svolta nella storia del Super Bowl e non solo. Una foresta che ha animato e trasformato il prato dello stadio californiano. Sono stati molti i riferimenti alla cultura portoricana che Ocasio ha messo in scena tra cui un banco di agua che de coco, il cappello di paglia portoricano e ovviamente la bandiera del suo Paese.
Un omaggio al suo Paese ma non solo
Come già aveva pronunciato durante il suo discorso ai Grammy Award, anche durante il suo spettacolo al Super Bowl, Bad Bunny ha sottolineato la solidarietà verso la popolazione latina e immigrata, in opposizione alle politiche repressive messe in pratica dall’ICE sul suolo statunitense. Per questo il cantante portoricano ha elencato in spagnolo tutti i paesi americani, tranne gli Stati Uniti pronunciati in inglese, prima di mostrare alle telecamere la scritta presente sul pallone di football americano Together we are America.
Le polemiche di Donald Trump
A essere estremamente contrariato dallo spettacolo del cantante è stato il Presidente degli Stati Uniti che ha sottolineato, che quello di Bad Bunny, è stato lo spettacolo peggiore di tutta la storia dei Super Bowl, uno schiaffo in faccia all’America sottolineando come le parole fossero incomprensibili al popolo statunitense e che il ballo fosse scandaloso per i bambini. La dichiarazione di Trump è arrivata da lontano dopo la scelta di non prendere direttamente parte al Super Bowl perché contrario alla scelta del Nfl di assegnare al cantante portoricano lo spettacolo dell’Half Time.
Bad Bunny ma non solo
Lo spettacolo organizzato da Ocasio non lo ha visto come unico protagonista della serata. Oltre alla volontà di rappresentare la sua gente Bad Bunny ha deciso di condividere alcuni momenti dell’half time con colleghi. Tra questi Lady Gaga che ha indossato un abito azzurro realizzato da un brand latino indipendente ha portato una versione rivisitata con suoni latini del suo successo Die with a smile ballando poi la salsa con il cantante protagonista dell’half time. Oltre a Gaga a salire sul palco è stato anche Ricky Martin, anche lui portoricano. Ad essere presenti e a sostenere Bad Bunny erano però molti altri volti noti tra cui Carol G, Jessica Alba e Pedro Pascal.
Tra elogi, polemiche, spagnolo e rappresentazione culturale, Bad Bunny ha utilizzato l’half time del Super Bowl come momento per lanciare un messaggio potente dove a fare da padrone su tutto è stato il messaggio “l’unica cosa più potente dell’odio è l’amore“.








