Dopo l’annuncio della co-conduzione di Andrea Pucci, per la sera di giovedì 26 febbraio, da parte di Carlo Conti le cose sono un po’ cambiate. Diverse polemiche e una scelta del comico che arriva dopo sole 48 ore dall’annuncio del direttore creativo della settantaseiesima edizione del Festival di Sanremo.
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Le polemiche
Ancora una volta una scelta e un momento che non avrebbe nulla a che vedere con il mondo politico è stata strumentalizzata in favore dell’una e dell’altra parte.
Non sarebbe stata la prima volta sul palco insieme di Carlo Conti e del comico Andrea Baccan, Pucci. I due avevano, infatti, già collaborato a Tale e Quale, ai Tim Music Award e a I Migliori Anni. Una coppia che però non è destinata a tornare sullo schermo della Rai nel breve tempo. L’annuncio del direttore artistico di Sanremo aveva scatenato negli scorsi giorni non poche polemiche sui social dove veniva ribadito il carattere omofobo e sessista del comico, oltre che diverse battute legate al body shaming fatte da Pucci nel corso della sua carriera.
Polemiche che già si erano fatte sentire nel 2023 quando il comico milanese aveva ricevuto l’Ambrogino d’oro, la massima benemerenza civica che viene conferita dal comune di Milano ogni 7 dicembre a cittadini, istituzioni e associazioni che si sono distinte per il proprio contributo dato alla città.
Puci in un lungo comunicato rende nota la sua decisione di fare un passo in dietro e di rinunciare alla co-conduzione per la serata di giovedì 26 febbraio della kermesse canora. Il comico sembra essere irremovibile sulla sua scelta nonostante le richieste di ripensamento di quest’ultima anche da parte del Presidente del Senato. Una scelta che scaturisce dopo una lunga serie di insulti e minacce che, lo stesso Pucci fa sapere tramite comunicato essere state ricevute “da me e dalla mia famiglia”, aggiungendo poi di essere il protagonista di “un’onda mediatica negativa” elementi che lo hanno portato a rinunciare alla co-conduzione.
La scelta di portare sul palco dell’Ariston un comico non è risultata sempre vincente e questo si riconferma anche quest’anno. Ancora prima delle polemiche che hanno investito la scelta di Carlo Conti già Maurizio Crozza era stato criticato nel 2013, così come Pintus nel 2015 e Angelo Duro nel 2023. Se queste polemiche sono però arrivate dopo quello che i comici hanno presentato sul palco di Sanremo, quelle che hanno come protagonista Pucci arrivano ben prima dell’inizio della settimana sanremese.
L’intervento di Giorgia Meloni
Non è mancata, ancora una volta, l’appropriazione di un fatto e la speculazione politica intorno ad esso. Ad intervenire sulla questione è stata la stessa Giorgia Meloni che, attraverso il suo account Facebook, ha espresso la sua solidarietà al comico milanese, sostenendo che ciò che è successo e la scelta di Andrea Pucci sarebbero il risultato della spaventosa deriva illiberale della sinistra. Il primo ministro sostiene che le critiche rivolte al comico altro non sono che l’immagine della sinistra italiana, una compagine prepotente, intollerante e ignorante che non è in grado di fare i conti con la propria incapacità e il proprio fallimento.
Il termine fascista
Pucci con la sua scelta sostiene che nel 2026 il termine fascista non dovrebbe più essere utilizzato e che il suo lavoro, quello di comico che porta avanti da molti anni ormai, si è sempre basato sul prende in giro usi, costumi e stereotipi del nostro paese. Un lavoro che nulla ha a che fare con l’odio rivolto verso qualcuno e che per questo non dovrebbe essere accostato a ideologie quali il razzismo e l’omofobia.
Se il diritto alla satira viene riconosciuto e tutelato dalla nostra Costituzione, quello che non manca mai è il tentativo degli esponenti politici di far diventare qualsiasi polemica un caso a proprio favore andando a creare fazioni di “noi” e “loro”, “buoni” e “cattivi” una contrapposizione che risulta sempre essere poco producente.







