Carlo Conti è un conduttore amatissimo dal pubblico, tra i volti più riconoscibili della televisione italiana. Professionista solido che nel corso degli anni è diventato un punto di riferimento per i programmi di grande successo.
Anche quest’anno torna sul palco dell’Ariston per condurre il Festival di Sanremo 2026. Ormai è un veterano del Festival, considerando che ha già vestito questi panni svariate volte in passato: nel 2003, dal 2015 al 2017 e nel 2025 per la precisione.
Oltre alla sua carriera longeva e alla spiccata ironia, c’è un altro dettaglio che non passa inosservato: la sua abbronzatura, sempre intensa e uniforme, in qualsiasi periodo dell’anno. Scopriamo tutti i suoi segreti a riguardo.
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La carriera di Carlo Conti: tra carriera e televisione
Si è da sempre cimentato in attività differenti tra loro e per questo la sua è una carriera a tutto tondo tra televisione, musica, cinema, teatro, doppiaggio.
Grazie alla sua professionalità e alla sua versatilità, Carlo Conti è una sicurezza in fatto di ascolti. Tale Quale Show, I Migliori anni, sono programmi seguitissimi grazie alla sua parlantina e alla sua simpatia che emerge, in tutto e per tutto, quando è affiancato dai suoi amici di sempre come Leonardo Pieraccioni e Giorgio Panariello.
Non tutti sanno però che Carlo ha mosso i suoi primi passi in Radio ed era poco più che un ragazzo. Giovanissimo e con una testa piena di capelli, che ancora oggi ricorda con forte rammarico, Carlo si divertiva a scegliere la musica per tutti e far ballare i ragazzi di allora sulle note dei successi mondiali del suo tempo. Sicuramente, anche per la nuova stagione televisiva il conduttore ha in serbo tantissime sorprese per catturare l’attenzione del pubblico ed evitare che viri verso Mediaset.
Oltre alla simpatia, al talento e all’accento toscano è famoso per una caratteristica: la sua abbronzatura perenne.
Il tratto distintivo di Carlo Conti: l’abbronzatura
Che sia inverno o piena estate, la sua pelle è sempre scurissima e perfettamente abbronzata. Il pubblico si è abituato alla sua abbronzatura costante ed è effettivamente un aspetto che il conduttore cura moltissimo.
Sin dalla tenera età, Carlo Conti ha avuto una pelle olivastra e una massa di ricci neri ma con il tempo il suo colorito è diventato sempre più scuro. “La mia mania è sotto gli occhi di tutti: l’abbronzatura. Non riesco a non vedermi nero“, ha confessato con autoironia. Anni fa, durante un’intervista a Ok Salute, ha spiegato come da sempre una minima esposizione al sole sia sufficiente per passare “direttamente dal color cappuccino al caffè nero“.
Nel tempo, Carlo Conti ha raccontato di amare il sole, senza però negare di aver fatto ricorso, di tanto in tanto, anche a sedute di lampada abbronzante. In una vecchia intervista rilasciata nel 2014 ha spiegato di essere un vero e proprio patito della tintarella. Ha però sottolineato di affidarsi sempre a centri specializzati e di evitare eccessi e comportamenti rischiosi. Tranquillizza il pubblico affermando: “sto attento che usino macchinari certificati. Mi concedo la mia lampada facciale, per non più di un quarto d’ora“.
Il conduttore non considera la sua abbronzatura un’ossessione, bensì una conseguenza naturale del suo stile di vita e della sua pelle. Il suo approccio, almeno per quanto riguarda le dichiarazioni rilasciate, riguarda perlopiù la cura della sua immagine.
Che cos’è la tanoressia
Parlando di un’abbronzatura perenne, è inevitabile toccare un tema molto più ampio: quello della tanoressia, meglio conosciuta come tanning addiction. Questo termine indica una condizione in cui il desiderio di apparire sempre abbronzati può potenzialmente trasformarsi in un comportamento compulsivo, in una vera e propria ossessione. È un caso limite, estremo, in cui non si può proprio fare a meno di vedersi con la pelle scurita dal sole o da lampade abbronzanti: la tintarella diventa una dipendenza.
Secondo delle analisi condotte da esperti, questa forma di dipendenza potrebbe avere origine da condizioni psicologiche diverse: dalla percezione alterata della propria immagine allo specchio (dismorfismo corporeo), fino a un bisogno di controllo o di gratificazione personale. In questi casi, il rischio non è solo estetico ma perlopiù legato alla salute della propria pelle, con un aumento della probabilità di danni cutanei e patologie più serie e gravi.
Intervistato da Fanpage.it, un esperto ha spiegato: “bisognerebbe lavorare in accordo stretto tra dermatologo e mondo psicologico-psicoterapeutico per aiutare queste persone a capire che la loro necessità di abbronzarsi deriva da problematiche personali, col rischio di trasformare un momento di condivisione sociale, di vitalità, di relax in un momento di impoverimento, di pericolo gravissimo per la salute“. Si tratta di persone consapevoli dei rischi che corrono con questa spasmodica esposizione ma restie a chiedere aiuto.







